La necropoli di Piazza d’Armi di Spoleto
nel mondo italico ed etrusco in epoca orientalizzante

Testi di Joachim Weidig

La necropoli preromana di Piazza d’Armi a Spoleto, scoperta tra il 2004 e il 2011, ha restituito 54 tombe distribuite nelle aree Ater e Di Marco e in alcuni nuclei periferici, databili al periodo orientalizzante (fine VIII–inizio VI sec. a.C.). La varietà delle strutture funerarie e dei corredi tombali riflette differenze cronologiche, culturali e sociali, come indicano le due tombe principesche con armi e, soprattutto, l’insolito numero di sepolture di neonati e bambini piccoli dotate di oggetti di prestigio (armi miniaturizzate, dischi-corazza, pugnali a stami, ornamenti femminili, recipienti speciali). Nel contesto etrusco italico, tombe infantili e per lo più di neonati così riccamente corredate sono eccezionali e senza confronti.

Alcune sepolture più antiche dell’area Di Marco appartengono a donne adulte con corredi quasi identici: vasellame ceramico simile, fibule a navicella, collane d’ambra, piccoli set da cucito e grandi anelloni interpretati come elementi terminali di cinture. Altre tombe di Spoleto sembrano invece riferirsi a immigrati, come suggeriscono oggetti della tradizione culturale laziale e sabina; tuttavia, le analisi isotopiche del progetto PRIN hanno dimostrato che almeno alcuni di questi individui con oggetti non locali erano nati comunque a Spoleto.

La necropoli offre così un quadro unico per comprendere tre aspetti fondamentali: il rapporto tra riti funerari e legami di parentela, la trasmissione ereditaria del potere e il ruolo degli immigrati nella comunità locale. Quest’ultimo punto richiede un approccio interdisciplinare, cioè bio-archeologico, poiché oggetti di origine esterna non implicano necessariamente la presenza di individui stranieri, ma possono riflettere importazioni, doni, acculturazione o adattamenti selettivi. Rimane inoltre aperta la definizione di ciò che possa essere considerato “umbro” nell’VIII–VII secolo a.C.: i corredi più antichi (fase 1A, Di Marco) trovano confronti soprattutto nel Lazio e nelle aree falisca e capenate, mentre quelli più recenti (fase 1B, Ater) rimandano all’Etruria, all‘Abruzzo e alle Marche.

Solo pochi oggetti sembrano autentiche importazioni, come le fibule d’argento della tomba 15. Al contrario, gli askoi a forma di scarpa, le grandi olle in impasto decorate, brocche a becco con coperchio e, soprattutto, i sonagli rituali in bronzo e ferro appaiono come produzioni locali ispirate a modelli condivisi dalle élites tra Tirreno e Adriatico. Il punto culminante di queste manifestazioni elitarie a Spoleto è rappresentato dagli scettri in ferro e bronzo della tomba 8, che, in confronto ai rari esemplari dell’Italia centrale, attestano l’elevato rango sociale, politico e religioso del defunto e giustificano la definizione di scettri reali, cioè del presumibile “rex” di Spoleto.

Necropoli (storia della ricerca)

Gli studi archeologici sulla necropoli preromana di Piazza d’Armi a Spoleto sono proseguiti in modo continuativo sin dalla sua scoperta. Oltre a pochi interventi limitati effettuati in precedenza (1982, 2004–2005, 2008), la necropoli è stata indagata nell’area Ater (2008–2009) e nell’area Di Marco (2011) attraverso scavi d’emergenza condotti dalla Soprintendenza Archeologica dell’Umbria sotto la direzione di Liliana Costamagna. Una delle principali difficoltà per le ricerche successive è stata il cattivo stato di conservazione dei vasi in ceramica d’impasto e degli oggetti metallici, alcuni dei quali recuperati in pani di terra e trasferiti al Museo Archeologico di Spoleto. A partire dal 2013, la ricerca ha ricevuto un nuovo impulso grazie al progetto di Joachim Weidig, promosso dal Deutschen Archäologischen Institut (DAI) di Roma, dedicato alle tombe dei guerrieri italici e comprendente lo studio delle armi provenienti da Spoleto. Nel corso di questo progetto, durante gli esami radiografici degli oggetti in ferro eseguiti nel laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica delle Marche ad Ancona, sono stati scoperti casualmente gli scettri che hanno profondamente modificato l’interpretazione della storia di Spoleto in epoca orientalizzante. Tuttavia, il restauro dei reperti procedeva lentamente, rendendo impossibile una valutazione archeologica complessiva della necropoli. Di conseguenza, per oltre un decennio le nuove scoperte sono state pubblicate solo in forma parziale. Con l’avvio del progetto PRIN e la prevista ristrutturazione delle sale espositive del Museo Archeologico di Spoleto, la situazione è cambiata in modo sostanziale, consentendo lo svolgimento di studi sistematici. Nel progetto di continuazione avviato nel 2026 e finanziato dalla Deutschen Forschungsgemeinschaft (DFG), la necropoli sarà pubblicata integralmente in una monografia, mentre i risultati del progetto PRIN saranno diffusi attraverso pubblicazioni in riviste scientifiche.

2008

– L. Costamagna, Spoleto, località Piazza d’Armi. Aree ATER e strada, in Bollettino per i beni culturali dell’Umbria. Notiziario, anno 2, 3, 2008, pp. 117-120.

– L. Costamagna. Scavi e scoperte. Scavi (2004-2008), in Spoletium 45, 2008, pp. 132-141.

– L. Costamagna, M. Salvatore (ed.), Museo archeologico di Spoleto. La formazione della citta, dalle origini al municipio (90 a.C.), Perugia 2008. (tombe di scavi precedenti)

2010

– D. Manconi, Due capisaldi della Valle Umbra: Spoleto e Spello, in P. Fontaine (ed.), L’Étrurie et l’Ombrie avant Rome. Cité et territoire : actes du colloque international: Louvain-la-Neuve, Halles Universitaires, Sénat académique, 13-14 février 2004, Bruxelles 2010, 195-210. (tomba A/1982)

2011

– L. Costamagna, Spoleto e Valnerina. Notizario. Spoleto, via Piazza d’Armi, in Spoletium 48, 2011, p. 129.

2013

– A. Maggiani, Adriano, Crepitacula bronzei dall’Etruria, in G. Graziadio (ed.), PhilikeÌ„ Synaulia: Studies in Mediterranean archaeology for Mario Benzi. BAR international series 2460, Oxford 2013, pp. 345-358. (definisce per la prima volta il sonaglio rituale dalla tomba 15)

– J. Weidig, Mit ungewöhnlichen »Schuhen« auf dem Weg ins Jenseits, in Archäologie in Deutschland 5, 2013, pp. 58-59. (articolo divulgativo sul significato degli askoi a stivali di Spoleto)

2014

– N. Bruni, L. Costamagna, F. Giorgi, La necropoli umbra di Spoleto: nuovi rinvenimenti 2008-2009, in: Gli Umbri in età preromana. Atti del 27 convegno di Studi Etruschi ed Italici. Perugia, Gubbio, Urbino 27-31 ottobre 2009, Pisa-Roma 2014, pp. 297-317. (in parte superato dalle ricerche successive)

– J. Weidig, Spoleto. Le tombe a circolo della necropoli orientalizzante di Spoleto, Piazza d’Armi. In: S. Rafanelli (ed.), Circoli di pietra in Etruria. Ausstellungskatalog Vetulonia, Orvieto, Grotte di Castro 2014-2015, Monteriggioni 2014, pp. 192-197.

Spoleto 2014

– M. L. Manca, J. Weidig (ed.), Spoleto 2700 anni fa. Sepolture principesche dalla necropoli di Piazza d’Armi. Spoleto vor 2700 Jahren. Zepter und Königskinder aus der Nekropole von Piazza d’Armi, Spoleto 2014. (piccola monografia che raccoglie i risultati preliminari delle ricerche prima del PRIN)

2015

– J. Weidig, Studi sulla necropoli orientalizzante di Spoleto, Piazza d’Armi. Una visione preliminare, in F. Gilotta, G. Tagliamonte (ed.), Sui due versanti dell’Appennino. Necropoli e distretti culturali tra VII e VI sec.a.C. Atti del seminario Santa Maria Capua Vetere, 12 novembre 2013. Biblioteca di Studi Etruschi 55, Roma 2015, pp. 47-77. (primo riassunto delle nuove ricerche)

– J. Weidig, I draghi appenninici. Appunti sulle raffigurazioni degli animali fantastici italici tra Abruzzo, Umbria e Marche, in M.C. Biella / E. Giovanelli (ed.), Nuovi studi sul bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana. Quaderni di Aristonothos 5, Trento 2015, pp. 247-272. (analizza il cavallo bicefalo sugli scettri e sulla ceramica)

– J. Weidig, N. Bruni, Strutture tombali plurime a Spoleto. Elementi di differenze cronologiche, sociali e gruppi familiari nel VII sec. a.C. In: G. M. della Fina (ed.), La delimitazione dello spazio funerario in Italia dalla protostorica all’età arcaica. Recinti, circoli, tumuli. Atti del XXII Convegno Internazionale di studi sulla storia e l’archeologia dell’Etruria, Orvieto, 19-21 dicembre 2014. Annali Faina 22, 2015, pp. 535-571. (riassunto più ampio delle ricerche con le analisi antropologiche preliminari di Domenico Mancinelli)

2016

– J. Weidig, Il sonaglio della bambina-sacerdotessa, in L. Cenciaioli, M. Saioni (ed.), Giochi da museo. Giocattoli antichi e moderni. Catalogo della mostra Perugia, Perugia 2016, pp. 17-18.

– J. Weidig, N. Bruni, A. Riva, Le sacerdotesse di Spoleto e il banchetto per l’aldilà – Nuovi studi sugli Umbri, in Spoletium. Rivista di Arte Storia Cultura. 52-53, 2015-2016 (2017), pp. 161-167.

2017

– J. Weidig, Die Vererbung von Macht. Kleinkindergräber mit Waffen und Statussymbolen. In: J. Leskovar, R. Karl (ed.), Interpretierte Eisenzeiten. Fallstudien, Methoden, Theorie. Tagungsbeiträge der 7. Linzer Gespräche zur interpretativen Eisenzeitarchäologie. Studien zur Kulturgeschichte von Oberösterreich 47, Linz 2017, pp. 195-214. (con elenco delle tombe infantili italiche con armi)

– J. Weidig, Italiker im Apennin. Die Nachbarn der Etrusker, in Antike Welt 4, 2017, pp. 19-25. (articolo divulgativo che presenta Spoleto nell’ambito del mondo italico)

– J. Weidig, N. Bruni, The inheritance of power: King’s sceptres and the infant princes of Spoleto Umbria, in Etruscan News 19, 2017, p. 1, pp. 6-7. (articolo divulgato)

2018

– J. Weidig, N. Bruni, Little heirs of an Umbrian royal family from the 7th century BC., in J. Tabolli (ed.), From invisible to visible. New Methods and Data for the Archaeology of Infant and Child Burials in Pre-Roman Italy and Beyond. Proceedings of the international conference Trinity College Dublin (24-25 April 2017). Studies in Mediterranean Archaeology (SIMA) 149, Nicosia 2018, pp. 113-121.

– J. Weidig, N. Bruni, Vestito come il padre. L’armamento come simbolo di eredità del potere nelle tombe infantili italiche, in Nuccia Negroni Catacchio (ed.), Armarsi per comunicare con gli uomini e con gli Dei. Le armi come strumenti di attacco e di difesa, status symbol e dono agli Dei. Preistoria e protostoria in Etruria. Tredicesimo Incontro di Studi, 9-11 Settembre 2016, Milano 2018, pp. 483-492.

– J. Weidig, N. Bruni, Il viaggio nell’aldilà: riti funebri nella necropoli di Spoleto, Piazza d’Armi, in: L. Cenciaioli (ed.), Etruschi ed Umbri. Genti di confine. Atti del Convegno Museo archeologico nazionale dell’Umbria Perugia, 1 settembre 2017, Perugia 2018, pp. 51-58.

2019

– J. Weidig, Ikonographie und Deutung der figürlichen Szenen auf den Zeptern von Spoleto (prov. Perugia), in H. Baitinger, M. Schoenfelder (ed), Hallstatt und Italien, Festschrift für Markus Egg. Monographien des RGZM 154, Mainz 2019, pp. 483-503. (analisi iconografici dettagliati degli scettri)

– J. Weidig, N. Bruni, F. Fazzini, Bronze Cast on Decorated Iron Sheets. An Unusual Manufacturing Technique in Iron Age Italy, in P. Baas (ed.), Proceedings of the XXth International Congress of Ancient Bronzes. Resource, reconstruction, representation, role. BAR International Series 2958, Oxford 2019, pp. 67-73. (archeologia esperimentale sugli scettri e l’agemina)

2020

– J. Weidig, Connessioni ideologiche tra le aristocrazie arcaiche dell’Italia appenninica e medio-adriatica, in G.M. Della Fina (ed.), Ascesa e crisi delle aristocrazie arcaiche in Etruria e nell’Italia preromana. Annali Faina 27, 2020, pp. 21-60. (ampia panoramica e collocazione culturale di Spoleto nel mondo italico)

2021

– J. Weidig, Elementi cronologici e culturali per l’epoca orientalizzante nell’Appennino centrale, in St. Bourdin, O. Dally, A. Naso, C. Smith (eds.), The Orientalizing Cultures in the Mediterranean and in Italy, 8th-6th cent. BC. Origins, cultural contacts and local developments: The case of Italy. Mediterranea. Suppl. N.S. 1, Roma 2021, pp. 153-184. (nuove proposte cronologiche)

– J. Weidig, Lutto, rito funebre e status sociale. Considerazioni sulle sepolture infantili in Umbria e nelle aree limitrofe dalla prima età del Ferro all’epoca arcaica, in E. Govi (a cura di), BIRTH. Archeologia dell’infanzia nell’Italia preromana, Bologna 2021, pp. 569-599. (elenco delle tombe infantili)

2023

– J. Weidig, Grabritus, Tradition und Zerstörung: Überlegungen zum Umgang mit den eigenen und fremden Toten im eisenzeitlichen Apennin, in M. A. Guggisberg, M. Billo-Imbach (ed.), Burial Taphonomy and Post-Funeral Practices in Pre-Roman Italy: Problems and Perspectives. Papers of the International Workshop held at the University of Basel, January 12th, 2021, Heidelberg 2023, pp. 33–47. https://doi.org/10.11588/propylaeum.1211.c16915 (tipologia della fossa-deposito)

2024

– J. Weidig, Priesterinnen der Sonne? Die eisenzeitlichen Schmuckscheiben in Mittelitalien und ihre Deutung, in M. Kohle u.a. (ed.), Mit Nadel und Faden: Schmuck, Tracht und Kleidung in der Eisenzeit. BUFM 108, Langenweißbach 2024, pp. 27-42. (il significato dei dischi di ornamento femminile)

2025

– J. Weidig, Eroi dell’Appennino centrale nell’arte figurativa, in: A. Montanaro (ed.), Eroi oltre la morte. Aristocrazie guerriere tra Mediterraneo, Egeo e Oriente tra II e I millennio a.C. Mediterranea, Suppl. N.S. 7, Roma 2025, pp. 89-128. (iconografia del despotes ton ippon e della potnia theron)